Hysteria

Hysteria, abbastanza fedele narrazione sulla nascita del vibratore, è un simpatico e veritiero ritratto dell’Inghilterra di fine Ottocento dove la medicina è ancora intrisa di pregiudizi e la figura della donna è ancora bloccata nella antica figura casalinga.

Il film di Tanya Wexler, interpretato dal medico Hugh Dancy, dalla novella femminista Maggie Gyllenhaal e dell’inventore per caso  Rupert Everett, è un racconto leggero e ricco di sorrisi, grazie ad una trama frizzante, mai volgare, a tratti irriverente e storicamente ‘credibile’.

In una verosimile Londra, divisa tra alta e ricca borghesia e bassifondi poveri e luridi, la storia prende il via dall’arrivo di un giovane medico presso lo studio psichiatrico dove viene curata  una forma di nevrosi tipica delle donne dell’epoca, caratterizzata da vari disturbi psichici e da sintomi sensoriali e motori, definita ‘isteria’.

Il dottor Joseph Mortimer Granville inizia questa esperienza curando le sue pazienti, solleticando loro il clitoride sino a portarle al punto del parossismo. Ma quando l’attività diviene troppo stressante, il dottor Granville ha l’intuizione che cambiò i costumi sessuali di un’epoca: insieme ad un suo amico inventa il vibratore, prima elettrico e solo dopo a batterie, brevettato alla fine del diciannovesimo secolo e nato per tutt’altri scopi. Fu così ch l’ingegnoso aggeggio iniziò la sua carriera, regalando la felicità a migliaia di casalinghe britanniche, malate non tanto di ‘isteria’ quanto semplicemente annoiate, perché sessualmente attive ma trascurate dai propri mariti.

Difatti, come viene detto ad inizio nel film, la concezione di un piacere del tutto femminile non esiste all’epoca, ma tutto viene ricondotto solo a reazioni nervose che, adeguatamente stimolate, conducevano la donna al cosiddetto ‘parossismo’, comunemente conosciuto come orgasmo.

Il film Hysteria utilizza la commedia tipicamente britannica, ricca di battute taglienti e pungenti e di situazioni esilaranti e talvolta assurde, per raccontare la nascita di questo strumento che diventerà simbolo di liberazione sessuale, grazie al quale il mondo si aprirà  alla concezione che l’isteria non era pazzia nè causa dei malesseri delle donne, ma solo la conseguenza di una condizione femminile ignorata.

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