Life of Pi di Ang Lee

Vita di Pi (Life of Pi) è un film del 2012 diretto da Ang Lee e basato sull’omonimo romanzo di Yann Martel. E’ la storia di un ragazzo, Piscine Molitor Patel, detto Pi. E’ un ragazzo indiano che vive nella parte francese dell’India, Pondicherry, con il padre, la madre e il fratello maggiore. Egli è nato all’interno di uno zoo, creato all’interno di un vecchio giardino botanico, di proprietà di suo padre, che ospita numerosi animali, tra i quali il “pezzo forte” è una tigre del Bengala di nome Richard Parker.life-of-pi-3d-poster

Pi è un ragazzo sensibile e si interroga a fondo sulle religioni: per studiarle si converte a tre contemporaneamente (Induismo, Cristianesimo e Islamismo), e tra i suoi numerosi pensieri si fa largo anche l’idea che pure gli altri animali abbiano un’anima, non solo l’Uomo. Ma il padre che gli dimostra che gli altri animali non hanno un’anima e non sono quindi amici dell’uomo  legando una capra viva alle sbarre della cella della tigre, che ovviamente la divora.

Successivamente Pi si innamora di una ragazza, incontrata al corso di danza dove suona uno strumento, ma quando il padre ha esigenze di denaro e sceglie di trasferirsi in Canada per vendere lo zoo, Pi ancora non può intuire cosa lo attenderà nelle vastità oceaniche. Durante il viaggio, però, un’imponente tempesta affonda la nave mercantile giapponese su cui si erano imbarcati con tutti gli animali; Pi è l’unica persona sopravvissuta, riuscendo a salire su una lancia di salvataggio. Ma sulla scialuppa non è solo: infatti, insieme a lui, trovano la salvezza una iena, un orango e una zebra. La iena sulla scialuppa divora la zebra e, dopo un’accesa lotta, uccide anche l’orango, unico “amico” di Pi. Ma improvvisamente dalla coperta della piccola imbarcazione spunta Richard Parker, che divora la iena. Quindi Pi si ritrova da solo sulla scialuppa con la tigre del Bengala.

life-of-pi-movie-still-2Durante il viaggio costellato dalle difficoltà del mangiare e il bere e di tempeste in agguato, Pi riuscirà ad instaurare un rapporto con la tigre, riuscendo in un certo modo ad ammaestrarla ed evitando che l’animale lo divori.

Dopo avere affrontato un’altra tempesta, la piccola barca giunge sulla riva di un’isola abitata esclusivamente da suricati. L’isola offe un temporaneo sollievo a Pi, ma nasconde un segreto: di notte, a causa di un misterioso processo chimico, ogni cosa diventa tossica. Pi capisce che non può rimanere lì, e dopo aver fatto raccolta di provviste, riparte con la scialuppa e la tigre.
Finalmente, dopo 227 giorni di navigazione, i due compagni di viaggio approdano in Messico, dove le strade di Pi e Richard Parker si dividono: Pi viene soccorso da dei pescatori del posto, mentre Richard scompare per sempre nella giungla.

Questa storia un po’ filosofica un po’ fantasiosa, creata da Yann Martel, viene resa da Ang Lee perfettamente: chi ha letto il libro sa che ogni avvenimento è stato esattamente riportato nel film con una maestria, un gioco di toni, di luci e di suoni che solo la migliore fantasia poteva immaginare.

Il personaggio di Pi, dal nome razionale ma dai dubbi trascendentali, diviene il simbolo della lotta e dell’equilibrio dell’animo umano, costretto a combattere contro una realtà spesso sgradevole, disillusa e priva di valori. Tuttavia Pi ci dimostra come la fede in Dio, con il nome che uno preferisce, la forza di volontà e il coraggio possano portare alla fine di un viaggio, rimanendo vivi e se stessi.

*Vita di Pi ha vinto 4 Oscar come Miglior Fotografia per Claudio Miranda, Miglior Colonna Sonora per Mychael Danna, Migliori Visual Effects e Migliore Regia: ”Grazie al Dio del cinema”, queste le parole con cui il regista taiwanese Ang Lee ha ritirato la statuetta.

Attenzione, il seguito del post contiene il finale del film. 

Il finale del film ci spiega crudemente tutto questo: una volta portato in ospedale, Pi racconta la sua avventura a due giapponesi inviati da una compagnia assicuratrice per capire perché la nave sia affondata. Increduli e insoddisfatti dal racconto del protagonista,life-of-pi-jellyfish chiedono di sapere la storia vera. Allora Pi racconta loro un’altra versione: la iena è il cuoco, interpretato da Gerard Depardieu, la zebra un marinaio e lo scimpanzè la mamma di Pi. Egli narra come il cuoco utilizzi barbaramente il marinaio giapponese, una volta morto per le ferite riportate, come esca per i pesci; in seguito alle proteste della madre di Pi, il cuoco uccide la donna, e il giorno dopo Pi uccide il cuoco per vendetta. Pi è quindi la tigre.

Racconto allegorico dai toni fantasiosi, ci regala una visione del mondo nuovo, mai banale e ci lascia con una conclusione inaspettata: “Il mondo è come lo percepiamo giusto? Nel percepirlo, ci aggiungiamo sempre qualcosa, e la vita diventa una storia.”

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