Film da premio Oscar: Lincoln

Lincoln è un film biografico del 2012 diretto da Steven Spielberg. La pellicola è tratta dalla storia di Abramo Lincoln, seguendo il libro Team of Rivals: The Political Genius of Abraham Lincoln di Doris Kearns Goodwin.

La storia inizia quando, col volgere del termine della Guerra di secessione americana, il presidente degli Stati Uniti d’America1-sheet_Lincoln_v81 Abramo Lincoln deve affrontare il problema dell’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti d’America e cercare di mettere fine al conflitto il prima possibile.

È il gennaio 1865 e la guerra con i confederali dura da quattro anni. Nel luglio 1862 Lincoln ha emancipato gli schiavi, essenziali al latifondo degli Stati del Sud. Ora, contro i deputati democratici e senza l’entusiasmo della maggioranza conservatrice dei suoi repubblicani, il presidente intende far votare dalla Camera un emendamento alla Costituzione, il tredicesimo, che abolisca la schiavitù. Intanto, cerca di indurre i ribelli alla resa.

Per raggiungere tale scopo, Lincoln agisce anche contro la legge. E non esita a mentire a danno dei democratici e dei suoi. Lo stesso si adatta a fare, con più dolore, il capo della minoranza radicale dei repubblicani, Thaddeus Stevens, un Tommy Lee Jones sofferto e impegnato. Assertore ben più di Lincoln dell’eguaglianza naturale degli uomini, Stevens mente di fronte ai deputati, sostenendo di non credere che a quella legale. E così ottiene l’appoggio della maggioranza del partito. Attorno a questo nodo politico, e anzi filosofico-politico, si sviluppa la parte più profonda del film: in vista di un risultato ritenuto giusto, può un capo tenere comportamenti ingiusti? La risposta di Lincoln è netta: sì. Alla fine, la moralità di un capo sta nel coraggio con cui si assume la responsabilità intera delle sue scelte, per poi caricarsene sulle spalle il peso.

Lincoln è un film che ripercorre la storia americana nella sua essenza più profonda, entrando nel vivo delle lotte politiche e filosofiche compiute secoli fa, un modo per ricordare e ritrovare i valori più profondi di una nazione e la voglia di lottare per un futuro migliore, tenendo sempre a mente che le decisioni prese vanno sempre a ricadere sul futuro delle generazioni successive.

Steven Spielberg si dimostra l’ottimo narratore e regista di sempre: ci mostra come è nata la possibilità per l’individuo di avere gli stessi diritti e doveri, per le diverse etnie e razze, per gli uomini e le donne.

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Per quanto riguarda Daniel Day Lewis, premio oscar come miglior attore, il suo talento è assolutamente fuori discussione: il suo è un Lincoln lottatore, umano, sofferente, saggio, politico e abile, un uomo progressista in un epoca di cambiamenti storici, un personaggio

Altro personaggio di spicco e ricco di sfumature è la moglie di Lincoln, interpretata da una grandiosa Sally Field: è sempre vero che accanto ad un grande uomo deve esserci una grande donna. Le scene di vita quotidiana presentate nel film ci danno un assaggio di come sicuramente per la signora Lincoln non sarà stata semplice vivere accanto ad un politico così impregnato e amato, cercando anche di sopportare i dolori della vita come la perdita dei figli, con razionalità e controllo.  la cui lungimiranza ha gettato le basi per le future democrazie.

Piccola chicca legata al film Lincoln è un errore storico compiuto da Spielberg: a denunciarlo è Joe Courtney, deputato del Connecticut, il quale spiega che, durante il voto decisivo per l’abolizione della schiavitù, nella pellicola si assiste al ‘no’ di due democratici del Congresso, all’epoca eletti in Connecticut. Peccato che quel ‘no’ non sia mai esistito. Lo stesso Courtney ha scoperto che i quattro rappresentanti del Connecticut votarono tutti a favore del XIII emendamento, esprimendo di fatto un’opinione esplicitamente diffusa in uno degli Stati che appartenevano all’Unione. Molto probabilmente tale errore verrà corretto prima dell’uscita in dvd del film.Lincoln-movie-shot

Per concludere quello che rende originale e piacevole la pellicola è la caratteristica che il film non racconta la biografia del presidente, ma solo i suoi ultimi mesi di vita, e non ne fa un’agiografia. Al contrario, senza pomposità, lo mostra alle prese con le tortuosità della politica, lo mostra alle prese con un lavoro spesso sporco, ma necessario per dare un futuro migliore alla nazione, un lavoro non facile da portare sulle spalle di un singolo uomo, ma che lo ha reso una colonna portante della storia di una nazione.

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