Downton Abbey

Visto il caldo, downton1questo post voglio dedicarlo alla fresca serie televisiva Downton Abbey, produzione anglo-americana in costume, coprodotta da Carnival Films e Masterpiece per il network britannico ITV e per la PBS. Oltre il fresco, il motivo di questo post è che Downton Abbey si differenzia da altre serie tv per la continuità di storie, personaggi e intrecci che ne fanno un piccolo film a puntate.

La serie è ambientata nella fittizia Downton Abbey, tenuta di campagna nello Yorkshire del Conte e della Contessa di Grantham, e segue le vite dell’aristocratica famiglia Crawley e dei loro servitori a partire dal 15 aprile 1912, data di affondamento del Titanic. Alla notizia della tragedia, la famiglia Crawley è sconvolta nell’apprendere che il cugino del conte, James Crawley, e suo figlio Patrick, erede della loro proprietà e della cospicua dote della Contessa Cora, sono deceduti nel naufragio. Il nuovo beneficiario diventa il giovane Matthew, cugino di terzo grado della famiglia e avvocato a Manchester. I Crawley, soprattutto la Contessa Madre Violet, inorridiscono al pensiero che ad una persona “che lavora”, il nuovo borghese che avanza, senza la minima intenzione ad adattarsi alla vita aristocratica da loro condotta, riceverà in eredità titolo e averi. Legate a queste vicende, seguiamo in parallelo anche le vite dei numerosi domestici che popolano e fanno funzionare come una macchina perfetta l’immensa tenuta di Downton Abbey.

La serie si compone di 5 stagioni, di cui l’ultima non ancora vista in Italia, e inizia con l’accoglienza, quanto mai particolare, che la famiglia Crawley riserva al cugino Matthew e sua madre,  simboimages (27)li della borghesia che avanza e “minaccia” la posizione della vecchia aristocrazia, insomma il rapporto contrastante tra il vecchio mondo  e le innovative visioni della nuova società: un esempio tra tutti è l’installazione di una radio nella tenuta oppure l’idea che il borghese Matthew sposi l’aristocratica cugina Mary. In ogni caso tutti questi banali pensieri vengono spazzati via dallo scoppiare della prima guerra mondiale alla fine della prima stagione, che inevitabilmente cambia la vita di tutti.

All’inizio della seconda stagione la visione della storia è divisa tra i personaggi “costretti” a casa, che tentano di rendersi utili come possono, difatti Downton diventa un centro di accoglienza per feriti in convalescenza e vede la contessa Cora e sua figlia Sybil in veste di infermiere. Invece gli altri al fronte che cercano di rimanere vivi ma combattere mantenendo l’onore di famiglia. Questa è una stagione difficile visto il tema della guerra, ma anche per le schermate amorose tra Matthew e Mary, che alla fine coronano il loro sogno d’amore. Tuttavia quello che colpisce maggiormente sono i sentimenti espressi tra i vari personaggi, delicati, sempre presenti anche se non corrisposti, il rispetto tra le persone, soprattutto se di classe sociale differente, insomma un mondo algido, che poi così algido non è, perchè si fa toccare dalla passione, dallo scaDA-FB-OG-500-3ndalo e dalla disperazione.

Quello che caratterizza le tre stagioni successive è il progressivo avanzamento del nuovo mondo dopo la guerra: già nella 3 stagione l’arrivo del marito/ex autista dei Crawley, Brandson con la moglie Sybil Crawley, che poi morirà di parto, costringe la famiglia ad aprire le proprie vedute; lo stesso Matthew contribuirà, da pratico borghese, a far vedere al conte il vantaggio di gestire la tenuta in modo differente, per non andare di nuovo in rovina. Purtroppo la terza stagione si chiude con la morte dello stesso Matthew e con la nascita di un figlio suo e di Mary.

La quarta e la quinta stagione continuano sul tono della modernità che avanza, della nobiltà che si apre alla nuova visione del mondo: l’algida Mary è costretta a reagire alla morte del marito, iniziando a collaborare nella gestione della tenuta, cosa stranissima per i tempi; come anche Edith, la seconda figlia, inizierà a scrivere come giornalista e avrà una figlia fuori dal matrimonio; e, infine, la nipote dei Crawley, sposerà un ebreo, cosa scandalosa nella boriosa Inghilterra.

Come dicevamo, parallele sono le vicende dei domestici di Downton: ci sono matrimoni, scandali, ripicche, liti, storie d’amore insospettabili; tutte persone rispettabili, che compiono il loro dovere in modo impeccabile, ma che, nell’avanDownton Abbey Christmas Episodezamento della modernità, vogliono studiare e migliorarsi.

In ogni caso, quello che colpisce dopo la visione di Downton Abbey sono i valori espressi nel corso della storia: l’importanza della famiglia, sempre di supporto anche nelle situazioni più disperate; l’amicizia che interviene tra i personaggi più diversi; l’amore, come si diceva prima, sentimento qui trattato come delicato ma costante, passionale, anche in caso di non corrispondenza; poi il rispetto dimostrato tra i vari personaggi, soprattutto dei nobili verso i domestici; inoltre la deferenza e l’attaccamento al lavoro del personale è davvero particolare.

Insomma il ritratto di una Inghilterra vista da dentro, insospettabile, ma anche in difficoltà e in cambiamento, assolutamente comprensibile che sia divenuta subito la serie drammatica britannica in costume di maggior successo dopo il serial Ritorno a Brideshead del 1981, ed essere, nel 2011, entrata nel Guinness dei primati come show dell’anno più acclamato dalla critica, diventando la prima serie britannica a vincere tale riconoscimento. Inoltre nel luglio 2012, in seguito alle nuove nomination agli Emmy Awards, la serie è diventata lo show non americano più candidato nella storia del premio. Nel 2013 è stato classificato al quarantatreesimo posto tra le serie televisive meglio scritte di sempre dalla Writers Guild of America. Quello che dispiace è che, dopo 5 stagioni, il 29 gennaio 2015 lo sceneggiatore Julian Fellowes ha annunciato che la sesta stagione sarà l’ultima.

Downton Abbey è curata nei minimi particolari: tutti gli attori sono rigorosamente inglesi, tranne la contessa Cora (Elizabeth McGovern) e sua madre (Shirley Maclain), poichè personaggi americani; come le location, dislocate per tutta l’Inghilterra.

Per concludere Downarticle-0-150D18C4000005DC-259_634x473ton Abbey, anche solo per curiosità, va vista, potrebbe dare l’impressione di essere noiosa ma non lo è affatto: già solo le battute della contessa madre Violet (Maggie Smith), smorzano qualunque pesante serietà. Magari può sembrare melensa, ma anche questa è un’impressione sbagliata perchè sono sempre inglesi. Personalmente ne consiglio la visione, accomodati nel divano, con l’aria condizionata se l’avete, per rilassarvi in questa calda estate.

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