Cafè Society

cafe-society-set-design_03Ultimo film di Woody Allen, Cafè Society è il primo che il regista ha girato in digitale, con una telecamera CineAlta F65. A parte questa novità tutta tecnica, la storia raccontata da Allen riprende tutti i temi a lui cari: la famiglia ebrea che vive a New York, con un’esistenza abbastanza tranquilla e il giovane figlio Bobby (Jesse Eisenberg) che, per conoscere il mondo, decide di partire per Los Angeles per diventare un agente cinematografico, contando sull’aiuto dello zio. Qui Bobby incontra Vonnie (Kristen Stewart) di cui si innamora e si immerge con lei nell’atmosfera pimpante della Cafè Society. Ma non tutto è come sembra: la ragazza è in realtà l’amante dello zio, quindi il ragazzo, toccators-247750-rs-cafe-society dall’amara verità, torna a casa e, grazie al fratello legato alla malavita, inizia a gestire un locale, con grande successo, poichè portato, suo malgrado, alle pubblic relation e si sposa. Ma un giorno Vonnie, ormai moglie dello zio, arriva a New York. 

La caratteristica di Cafè Society è la feroce realtà della vita, espressa dalla frase di Bobby “La vita è una commedia scritta da un sadico commediografo.”  Allen è bravissimo a rappresentare il concetto che si può voltare pagina quante volte vuole, passando da una città all’altra, da una religione all’altra, da una donna all’altra, da un uomo all’altro, perfino da un anno all’altro, ma se la vita ha deciso di riproporti sempre la stessa situazione, la stessa frase, lo stesso volto, lo stesso esito, te le ritroverai sempre di fronte.

cafe4Questa ineluttabile verità è contornata dalla società degli anni ’30, tra Los Angeles e New York, tra esterni e interni, tra le luci e i colori dei party e dei cocktail e le chiacchere di potenti in smoking e socialite, dove nulla è vero e nulla è falso.

Il film risulta un po’ lento e ripetitivo, però fa ridere con amarezza e fa riflettere con ironia, guardando con occhi malinconici New York, di nuovo protagonista, dai sobborghi di Brooklyn ai grattacieli scintillanti di Manhattan, pensando che la scelta è sempre la stessa: o ti abbandoni irrazionalmente all’amore, oppure porterai sempre il rimpianto negli occhi.

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